La folla ascolta rapita
l'uomo. L'immagine ad alta definizione, un ologramma di prima
qualità.
-Vi stanno tutti prendendo
per il culo! Vi fanno credere che è per il vostro bene ma in realtà
nel frattempo intascano tutto!
Tutti son d'accordo e appena
l'audio si ferma in molti borbottano. E' tutto vero!
-Non fate in tempo a girarvi
che ve lo mettono in culo! Non c'è scampo, il sistema è fatto
apposta! Tutti hanno il loro posto e guai a chi alza la voce! Zitti
dobbiamo stare zitti!
La gente alza la voce arrabbiata, non è giusto ci deve essere un modo per ribellarsi.
-Vaffanculo! Noi non staremo
mica zitti, ribellatevi con me cittadini combattiamo il sistema che
ci sta annientando! Distruggiamo i poteri forti!!!
Come un esplosione l'urlo è
assordante, si ribelliamoci, si distruggiamoli!
Tutti urlano tranne uno, se
ne sta in disparte e guarda. Sbuffa impaziente.
“Ma non vi rendete conto
che son tutte cazzate? Il sistema ma che cazzo è questo sistema?
Quello che ci permette di vivere fino a centoventi anni? Le pensioni
a novanta anni? O le nuove macchine che fanno i lavori pesanti?
Oppure i senza lavoro che si atrofizzano le gambe?”
Le persone continuano ad
urlare.
“Non dico che sia tutto
perfetto ma quando mai lo è stato? Quando mai lo sarà? Le cose
vanno cambiate! Ma questi poteri forti chi sono? Io non lo capisco.
Credete che siano invincibili, onnipresenti! E no troppo semplice
perché il potere non è mai pulito e ogni decisione chiede un
prezzo. Ma voi no, avete sempre ragione e volete distruggerli e poi
sostituirli con cosa? Un potere bianco, candido, senza macchia?
Sembra un cazzo di detersivo!”
L'eccitazione della folla ha
raggiunto lo zenit. I più deboli cominciano a star male, i più
forti spingono per avanzare verso l'immagine.
“Io ho paura, perché non
capisco da che parte stare. Da una parte c'è un sistema imperfetto
che cambia ad una velocità spaventosa. Dall'altra voi e le vostre
soluzioni perfette, che non consentono ripensamenti. Io ho solo paura
perché sono sempre più solo!”
La mente sembra infiammarsi
mentre le parole stanno per uscire dalle labbra screpolate. Poi però
li vede, sono quelli che più urlano e spingono. Hanno tutti qualcosa
in comune, un simbolo, un oggetto che li differenzia, come i cani nel
gregge. L'uomo se ne va, ha troppa paura.
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