martedì 1 gennaio 2013

Poteri Forti


La folla ascolta rapita l'uomo. L'immagine ad alta definizione, un ologramma di prima qualità.
-Vi stanno tutti prendendo per il culo! Vi fanno credere che è per il vostro bene ma in realtà nel frattempo intascano tutto!
Tutti son d'accordo e appena l'audio si ferma in molti borbottano. E' tutto vero!
-Non fate in tempo a girarvi che ve lo mettono in culo! Non c'è scampo, il sistema è fatto apposta! Tutti hanno il loro posto e guai a chi alza la voce! Zitti dobbiamo stare zitti!
La gente alza la voce arrabbiata, non è giusto ci deve essere un modo per ribellarsi.
-Vaffanculo! Noi non staremo mica zitti, ribellatevi con me cittadini combattiamo il sistema che ci sta annientando! Distruggiamo i poteri forti!!!
Come un esplosione l'urlo è assordante, si ribelliamoci, si distruggiamoli!
Tutti urlano tranne uno, se ne sta in disparte e guarda. Sbuffa impaziente.
“Ma non vi rendete conto che son tutte cazzate? Il sistema ma che cazzo è questo sistema? Quello che ci permette di vivere fino a centoventi anni? Le pensioni a novanta anni? O le nuove macchine che fanno i lavori pesanti? Oppure i senza lavoro che si atrofizzano le gambe?”
Le persone continuano ad urlare.
“Non dico che sia tutto perfetto ma quando mai lo è stato? Quando mai lo sarà? Le cose vanno cambiate! Ma questi poteri forti chi sono? Io non lo capisco. Credete che siano invincibili, onnipresenti! E no troppo semplice perché il potere non è mai pulito e ogni decisione chiede un prezzo. Ma voi no, avete sempre ragione e volete distruggerli e poi sostituirli con cosa? Un potere bianco, candido, senza macchia? Sembra un cazzo di detersivo!”
L'eccitazione della folla ha raggiunto lo zenit. I più deboli cominciano a star male, i più forti spingono per avanzare verso l'immagine.
“Io ho paura, perché non capisco da che parte stare. Da una parte c'è un sistema imperfetto che cambia ad una velocità spaventosa. Dall'altra voi e le vostre soluzioni perfette, che non consentono ripensamenti. Io ho solo paura perché sono sempre più solo!”
La mente sembra infiammarsi mentre le parole stanno per uscire dalle labbra screpolate. Poi però li vede, sono quelli che più urlano e spingono. Hanno tutti qualcosa in comune, un simbolo, un oggetto che li differenzia, come i cani nel gregge. L'uomo se ne va, ha troppa paura.

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