Ne aveva un disperato bisogno. Voleva toccarla, baciarla. Le sue forme erano sinuose, i suoi seni
prosperosi. Certo era bellissima ma non bastava a lui. Gli piaceva
osservare il suo sorriso, ingabbiato in un apparecchio dentale, come
per porre un argine alla sua bellezza, in realtà ne esaltava la
dolcezza. Il tatuaggio che le ricopriva la schiena, un dragone di
quelli orientali, quante volte lo aveva visto contorcersi durante i
momenti di passione. Era troppo bella per essere vera.
Doveva averla nuovamente,
uscì di casa dirigendosi verso un distributore automatico. Usando il
raggio laser distrusse il rivestimento protettivo. Collegò la sua
carta al cuore della macchinetta, ormai indifesa. Tornò a casa.
Accese il dispositivo,
digitò la password e la vide di nuovo.
-Sei tornato tesoro!
-Si, ho bisogno di te,
sempre di più...
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