martedì 11 dicembre 2012

L'erede di Roma


Premessa, questo post parla di storia quindi se non vi interessa chiudete pure.
Qualcuno è rimasto? Uhm facciamo finta di si, volevo parlare un po' di storia perché è una passione che ho fin da bambino, in un certo senso la voglia di scrivere mi è venuta a forza di immaginare imperatori, generali, artisti e poveracci immischiati in quel complicato groviglio che è la Storia. E pure per i lego ma questa è un'altra storia.
Dopo la caduta dell'impero romano in molti si sono proposti come suoi legittimi eredi fin quando nel 800 Carlo Magno si fece incoronare imperatore del Sacro Romano Impero. Poi il suo impero è cambiato fino a diventare degli Asburgo, famiglia che da nobili minori sono diventati re e Imperatori del Sacro Romano Impero. Ma non voglio parlare di loro.
Ad est per circa un millennio è sopravvissuto un pezzo d'impero romano, certo parlavano greco e già questo li rendeva dei finti romani agli occhi dei nostri antenati, non bastasse questo erano pure Ortodossi. Però c'erano, almeno fin quando non arrivò una tribù di turchi, brutti, sporchi e cattivi, almeno a sentire gli storici, quelli della fazione opposta.
Nel 1453 riuscirono conquistare Costantinopoli e Maometto II prese il titolo di “Qaysar-ı Rum”, Cesare dei Romani (più precisamente Romei). Si, un turco islamico si riteneva l'unico vero imperatore di Roma, alla faccia del Papa e degli Asburgo.
E aveva anche le sue ragioni, la sua nuova capitale era Costantinopoli, la nuova Roma ma sopratutto il suo impero era amministrato seguendo l'esempio di quello greco-romano. Diviso in numerose provincie, in cui c'erano razze, culture e religioni diverse. Proprio come nell'impero romano. In Europa un simile miscuglio era impensabile, protestanti e cattolici si facevano continuamente guerra. Per non parlare degli Ebrei tenuti chiusi in ghetti pronti ad essere usati come capro espiatorio in caso di bisogno. Dove governava il sultano però a tutti era permesso di seguire la propria religione, certo la conversione all'islam era favorita ma molti cristiani e ebrei di tutte le confessioni possibili e immaginabili vivevano e prosperavano sotto il dominio ottomano. Questo perché i turchi, seguendo l'esempio romano, avevano capito che era impossibile tenere insieme un'enorme impero senza rispettare, quando conveniva, le culture e le religioni che ne facevano parte. Infine la cosa che più colpiva i visitatori europei era l'alto numero di rinnegati e persone di umili origini che facevano parte delle élite che governava il paese. C'era di tutto da visir che provenivano da famiglie contadine, pirati greci fino ad ammiragli pugliesi. E qui si sentiva in pieno l'influenza romana, un'enorme apparato burocratico in cui c'era spazio per la meritocrazia, anche se certo la corruzione non mancava. Per tutti questi motivi la Sublime Porta si riteneva la legittima erede di Roma, talmente legittima da desiderare un giorno di conquistarla. Era spesso in guerra con le potenze cristiane anche se però i rapporti non erano così negativi come si può pensare. Venezia teneva a Costantinopoli un ambasciatore, trattato con tutti gli onori in tempo di pace. Per non parlare della strana amicizia che c'era tra il Re di Francia e il Sultano. A tutti gli effetti la Sublime Porta sedeva a quel tempo nel tavolo delle grandi potenze europee.
Oggi si discute se la Turchia debba far parte dell'Europa ma per la Storia essa non ne è mai uscita.

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